In sintesi
La Turchia è nella NATO dal 1952, eppure nel 2019 ha installato il sistema missilistico russo S-400, progettato per abbattere aerei come i caccia americani. Washington l'ha esclusa dal programma F-35 e sanzionata, ma nessuno rompe davvero: il controllo del Bosforo e dei Dardanelli rende Ankara indispensabile a entrambi i blocchi.
I punti chiave
- Nel 2017 Ankara firma con Mosca un contratto da 2,5 miliardi di dollari per gli S-400, consegnati nel 2019.
- Gli Stati Uniti la escludono dal programma F-35, in cui aveva investito 1,4 miliardi di dollari, e a dicembre 2020 sanzionano la sua agenzia per le industrie della difesa.
- Dalla Convenzione di Montreux del 1936 la Turchia regola il passaggio delle navi da guerra verso il Mar Nero, anche in tempo di guerra.
- Confina con Siria, Iraq e Caucaso e ospita a Incirlik una delle basi NATO più strategiche del Mediterraneo orientale.
La domanda di fondo
Come può un membro della NATO armarsi con il sistema del suo principale avversario?
Sulla mappa
Fonti
- U.S. Department of State
- Congressional Research Service



