In sintesi
Dal 2022 l'Occidente ha imposto alla Russia le sanzioni più ampie mai coordinate contro una grande economia: riserve bloccate, esclusione da SWIFT, tetto al prezzo del petrolio. Il PIL non è crollato, sostenuto dalla spesa militare, ma inflazione, tassi altissimi e fuga di competenze rivelano uno stress reale. Né collasso né inutilità: un attrito lento.
I punti chiave
- Dal 2022: blocco delle riserve valutarie, esclusione di molte banche da SWIFT, tetto al prezzo del petrolio e stop all'export di tecnologia critica.
- Il PIL russo non crolla: la spesa militare sostiene un'economia di guerra.
- Inflazione persistente, tassi altissimi e fuga di competenze segnalano uno stress reale.
- L'export di energia non si ferma: si sposta, spesso a prezzi scontati, verso acquirenti che non applicano le sanzioni.
La domanda di fondo
Quale dato, e non quale slogan, dice se le sanzioni funzionano davvero?



